A trente ans, une femme doit choisir entre son derrière et son visage. (Coco Chanel)

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L'illustrazione del titolo
รจ di Sergio Ruzzier




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luglio 17 2008

Quattromila uomini da marciapiede

Seimila, secondo la questura. Qui a Viale Jenner siamo un po' preoccupati. Va bene il Vigorelli, ma ora si parla di PalaSharp, o addirittura dell'ex Paolo Pini. Noi non ci facciamo tanti problemi, possiamo pregare ovunque, ma venerdì è domani e non sappiamo ancora cosa stampare sulle magliette del tour.


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luglio 15 2008

Effetto Moiré




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luglio 12 2008

Essere donna oggi, sabato 12 luglio

Sono una donna emancipata. Sono una donna indipendente. Sono anche partita per le vacanze da sola, quando ero single. Chi dice allora che non posso caricarmi in macchina gatto e Bambino e portarmeli entrambi dal veterinario? Certo, la gabbietta completa di gatto pesa e nei pressi dell'ambulatorio non sempre si trova parcheggio, ma io ho dato a Bambino delle semplici, precise, istruzioni: si cammina vicino alla mamma e non si sta in braccio, perché la mamma avrà le mani occupate. Eh! risponde lui, come dire, ci mancherebbe.
Il parcheggio lo trovo subito, ma talmente incastrato tra altre due auto che per far scendere tutti devo ripassare mentalmente la storia della capra e del cavolo. Dunque, scendo io dalla parte del passeggero, apro la portiera posteriore, rimango incastrata tra le due, la richiudo, tiro fuori il gatto, sposto la macchina un po' più avanti, faccio scendere Bambino, devo rispostare la macchina, non mi fido a lasciarli tutti e due giù mentre lo faccio, rimetto Bambino in macchina ma davanti, riparcheggio, riscendo dal lato passeggero, tiro giù Bambino, faccio l'appello. Possiamo andare.
Non siamo molto lontani e con la gabbia da una parte e Bambino diligentemente per mano dall'altra sono veramente due passi. Infatti, dopo due passi lui si ferma. Lo guardo, Cosa c'è?
Basscio! e mi tende le braccine burrose.
Non se ne parla neanche, te l'avevo detto che la mamma non avrebbe potuto prenderti in braccio e poi guarda siamo praticamente arrivati.

Fa spallucce (ma la imparano all'asilo tutta questa gestualità?) e si rimette a camminare. Lui perlomeno ci ha provato.

Entriamo nell'ambulatorio. Confido nell'aspetto da fatina della veterinaria perché Bambino non si spaventi a causa dell'ambiente un po' medico-inquietante. Invece rimane sulle sue, ma poco, poi comincia a prendere confidenza e, quando veramente capisce che a lui non accadrà niente di spaventoso, a fare lo sbruffone col gatto.
Nel frattempo ho intrapreso con la dottoressa, che conosco dai tempi delle medie, una piacevole conversazione sull'essere madri, scoprendo che lei, tra una vaccinazione e l'altra del mio gatto, ha fatto un'altra figlia di quindici mesi.
Esatto, per me le è nata già di quindici mesi, perché non sono mai riuscita a vederla incinta, né del primo che ha tre anni, né di quest'ultima. Allora penso che le veterinarie devono avere una gestazione più breve delle altre donne, un po' come i gatti, un paio di mesi e via; e quando il numero di figli è quello desiderato, magari prendono il maschio e lo sterilizzano.
Adesso non mi sembra il caso di inorridire, mica possono mettere un annuncio sulla macchinetta del caffè, Regalo splendidi bambini.

No, no, dico io, lui resterà figlio unico.
Come mai? mi chiede lei, fingendo peraltro di non sapere la mia età.

No, no, troppa fatica, lui è scatenato, di notte non dorme e di giorno è una vera peste.
Non sembrerebbe, mi dice guardandolo.
Mi volto anch'io e penso Oddio, dov'è mio figlio?
Quel bambino lì silenzioso, compostissimo, con le manine dietro la schiena come un mini-pensionato davanti a un cantiere edile non può essere lui. Mentre mi arrampico sui vetrini, spiegando che sì, adesso è così perché è intimidito, ma fin da piccolissimo è sempre stato una furia e io ho avuto la tendinite per un anno perché non stava fermo nemmeno in braccio e dovresti chiederlo al papà, ai nonni, al pediatra... lui imperterrito nella sua regale compostezza si siede su un piccolo sgabello, mani in grembo, e ci osserva ascoltando educatamente.
Ora sono un po' terrorizzata. Se a nemmeno due anni prova così tanto gusto a contraddirmi, come minimo da grande potrebbe decidere di fare il prete o, peggio ancora, l'assicuratore.


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giugno 24 2008

Intervallo

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.


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giugno 16 2008

Sociologia del muscolo 

Leggendo in giro, ho capito che in questo periodo è molto trendy parlare di Six Pack, il libro di Gianni Miraglia, e così mi sono detta: tu che ce l'hai lì a portata di cellulare non potresti intervistarlo in esclusiva? Allora gliel'ho chiesto. Mi ha risposto che dovevo parlare con la sua press agent. Sto ancora cercando di capire se era uno scherzo o no. Comunque, ecco il risultato:


Qual è il seguito ideale di Six Pack, il gotico Six-Six-Six Pack o l'on the road Six Backpack?
Ancora non ci ho pensato. Per ora mi godo il momento dell'essere guardato, o perlomeno mi godo l'idea illusoria  di esserlo. Per me è una conquista poter ammettere candidamente che mi piace questa effimera sensazione, del tutto antitetica all'idea quasi ascetica che è per me scrivere qualcosa che voglia infrangere l'attenzione altrui. Quando scrivo ad esempio non mi lavo molto.

Credo comunque che il seguito di Six Pack partirà dalla distruzione dello specchio. Ma se condizionato da un ipotetico successo riuscissi ad avere la folle presunzione di concepire un sequel, infilerei sicuramente il No da qualche parte nel titolo. Sono sanamente autodistruttivo.


La regola del fare sesso almeno una volta ogni due settimane si deve applicare anche agli uomini sposati?
Sicuramente se le  mogli osserveranno la tabella devono accettare di vivere a fianco di un uomo che,  per i due giorni seguenti all'espletamento, avrà l'espressione da ebete. E' comunque difficile rispondere a questa domanda, perché sono ancora troppo giovane. Ci sto ancora pensando. Non vorrei sembrare presuntuoso. Il mio protagonista ha comunque le dita troppo grosse e callose per mettere l'anello.


Cosa può sconfiggere un Alfaman, la kriptonite o la pubalgia?
Se stesso o meglio un'altra persona. Solo in lui può appassire un amore così spirituale per i suoi muscoli. E dall'alto di quasi 43 anni vissuti a sbirciare i fatti epocali delle vite altrui e un po' anche la mia, solo per amore di un'altra persona.


Nel libro, anche se in altre interviste cerchi di negarlo, ci sono molti riferimenti autobiografici o a fatti e persone realmente esistenti, perché non parli mai di me?
Perché tu ti sei salvata prima di me. Io ho cercato di risorgere nella stesura del mio metaforico incidente stradale e compiacermi pure nella messa in pratica di un progetto narrativo frutto di un mio cinismo. E' bello definirsi cinici dopo le sette di sera.

Vedi, giorno tu mi dicesti che ero cinico con me stesso, era un'attenzione da parte tua che però mi ha attratto e ho provato a portare a compimento.  Quindi un po' fai parte, anche se indirettamente, dell'humus di quel libro.

Fattivamente tu non sei in quel libro perché non hai lo sguardo da cocker delle coetanee di quel mondo.  E poi tu non vai in palestra ne al mattino ne alla sera che mi risulti.

(Ma ti stupirò dicendoti che mi ci sono iscritta per tre mesi, di cui uno l'ho saltato. Ora vado a cercare humus sul dizionario perché non vorrei che significasse concime.)


Se adesso metto su i Cake, cosa ti viene in mente: 
- una corsa sotto la pioggia a Prospect Park 
- carboidrati 
- la bambina

La sfacciataggine con cui dissimulo mentre esco per andare a correre a prospect park sotto l'acquazzone alle 7 del mattino. Jogging-addcited sono stato, anche in vacanza.

 

A chi consiglieresti la tua dieta tonno, pane carasau, fagioli e Philadelphia?
A nessuno, per me ora sarebbe impegnativa quell'ossesione. Ora mangio molto cinese. Quella era una scelta etica e pratica che celebrava la nascita di un nuovo uomo senza più papille gustative e un'estetica antitutto quello che fa stare bene dal punto di vista altrui.


Com'è la donna ideale a letto? E in cucina? E al supermercato? E sul treno?
Quella che non senti sia una donna di regime. Vittima di se stessa nell'idea di essere qualcosa che va bene oppure che non va bene. Difficilmente ti fa scontare i suoi passati.


Cosa cerchi in un aeroporto?
Il bagno, di solito è molto pulito. Mi siedo lì e mentre mi lavo le mani spesso immagino la scena da film che arriva uno da dietro e mi spacca la testa sullo specchio e poi mi mette con la faccia sul cesso. Logicamente ne ho paura e squadro chiunque entri in quel momento.


Come definiresti il tuo look?
Il guscio di un uomo libero, all'apparenza.


E il mio?
Un ricordo dell'ultimo strato che sei stata. Quando ti stufi e cambi per dell'altro, in realtà stai già partorendo la prossima forma da indossare.


Se tu dovessi fondare una religione, quali sarebbero tre dei tuoi dieci comandamenti?
Il primo credo sarebbe: Rispetta il punto di vista altrui.
 

Poi con la forza dei miei leggendari tricipi scolpirei il seguente comandamento: L'unica forma di tempo che esiste è l'urgenza di quando devi espletare un qualsiasi desiderio fisiologico. 

L'altro potrebbe essere: Se hai i capelli, anche se sei un cosiddetto uomo, perché non farteli crescere? 

Il quarto sarebbe quello dittatoriale: Qualsiasi stronzo voglia governare qualcosa ci può provare solo a torso nudo.


L'esserti messo a scrivere invece che diventare una rockstar dipende forse dal fatto che il tuo amplificatore marca Gorilla ce l'ho io a casa da dieci anni? 
Credo che gli astri abbiano deciso che tu mi privassi del Gorilla, per amore dell'ascolto altrui. Ho provato a fare musica, ho troppa fretta espressiva. Mi eccita il rumore, ma la stagione del non so suonare ma metto su il gruppo è superata. Presunzione pura. Forse avrei pure insistito e per come vanno le cose magari facevo pure il cd. Meglio così per tutti noi. Citando  Elio "Suona male da Dio,/Scrive male da Dio" (chissà)


Qualcuno ha scritto questa recensione:

Questo è un libro che ama le donne. La figlia del Grassone, l'anoressica, la muscolare, le donne con gli occhi azzurri, le ragazze della reception, le stagiste, la fidanzata, ma soprattutto la mamma.
Questa mamma che sussurra la buonanotte in spagnolo a un bambino un po' timido, abbracciato a lei nel lettone. La mamma che compra le cose buone in rosticceria…

Secondo te questa persona ha un figlio maschio?
Direi proprio di sì i maschi vanno abbracciati, seppure segretamente. Lo dico alle neo-mamme e anche alle neo-fidanzate.


Per finire, l'idea che risalta nel tuo libro è che si possono avere i muscoli ma anche il cervello. A quando un romanzo sull'intelligenza delle bionde?
Il cervello è un organo sopravvalutato, direi più che altro "si possono avere muscoli e anche una specie di spiritualità". Mai un libro sulle bionde o sulle  nere, sarebbe discriminante in tutti i modi.  E peggio ancora, potrebbe coincidere con il libro che la Santanché non ha mai fatto.



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maggio 30 2008

Pimp my wheels

Conversazione tra mio padre e mio zio:
Zio: Allora, lo stai vedendo il giro d'Italia?
Papà: No, al pomeriggio guardo la Pimpa.



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maggio 22 2008

Tutti in Colonia



Un consiglio di lettura fintanto che questo blog è in letargo.
La foto viene dal sito di Torricella Peligna (CH).
(per chi non se ne fosse accorto, bisogna cliccare sulla foto)


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maggio 12 2008

Ricordami che devo morire

Magari non subito, un giorno di questi, anzi di quelli, che è più lontano. Però può capitare. Tipo ieri che tornavo a casa in motorino ci pensavo (ci penso spesso quando sono in motorino, chissà perché). Tallonavo un camion cisterna, enorme, di quelli che trasportano la benzina. Cosa trasportava l'ho dedotto dal cartello giallo col fuocherello appeso dietro, e anche dal marchio Shell sul fianco. In particolare mi sono fissata a guardare due affari che sembravano cappelli da baseball (ho l'obbligo di guida con lenti che contravvengo puntualmente) e che in realtà erano due bocchettoni per immettere/emettere il liquido infiammabile (mi si perdoni la terminologia non completamente appropriata).
Avrei potuto immaginarmi investita da uno spruzzo di carburante a causa del malfunzionamento di uno dei berretti, ma perché limitare la fantasia. Uno scoppio interno alla cisterna. Le guarnizioni che cedono. Una fiammata mi investe. Io che rimango in sella per un centinaio di metri lasciando scie di fuoco alle mie spalle, prima di disperdermi in cenere tra i papaveri al lato della strada.
Qualcuno dalla finestra di casa sta filmando le cornacchie nei campi, quando una torcia umana su due ruote invade l'inquadratura. Nel giro di poche ore compare il mio film su youtube e il giorno dopo le mie foto su Repubblica.it (da cui un sacco di contatti sul blog).
La verità è che sto cercando un modo per diventare famosa che richieda il minor sforzo possibile.


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